Contabilizzatori di calore: ecco come ripartire le spese in condominio

Contabilizzatori di calore: ecco come ripartire le spese in condominio

26 Nov 2019 – Consideriamo il caso di un condominio con il riscaldamento centralizzato e con i contabilizzatori di calore installati su ogni termosifone così come previsto della normativa. I consumi verranno pagati all’interno delle spese condominiali: ma quanto dovrebbe versare di preciso ciascun inquilino? È corretto mantenere un canone fisso, calcolato in base ai millesimi di proprietà, o sarebbe necessario modificare il regolamento condominiale e ripartire i costi in base ai consumi effettivi?

Una domanda legittima, soprattutto in considerazione del fatto che diverse palazzine non hanno ancora modificato il proprio regolamento condominiale e chi abita in quegli appartamenti versa una spesa fissa mensile, comprensiva di riscaldamento centralizzato. La risposta arriva da un’ordinanza della Cassazione: tali consumi non possono essere ripartiti in base ai millesimi se le singole abitazioni sono dotate di contabilizzatori. E non è nemmeno corretto far leva su una eventuale delibera della giunta regionale, che rimane un semplice atto amministrativo e non può superare una decisione della Cassazione.

Quindi, come devono essere pagate queste spese? Innanzitutto, bisogna dividere i costi in due tipologie: quelli fissi involontari, legati ad esempio alla manutenzione della caldaia e alla sua pulizia periodica, e quelli variabili volontari, che invece fanno riferimento all’utilizzo vero e proprio del riscaldamento nel singolo appartamento. I primi dovranno essere suddivisi in base ai millesimi, poiché si tratterà di una somma invariabile. Per i secondi invece è necessaria una lettura della registrazione del contatore prima di stabilire il valore che dovrà essere versato.