IMU sulla seconda casa: ecco quali riduzioni sono previste. e come calcolarla

IMU sulla seconda casa: ecco quali riduzioni sono previste. e come calcolarla

29 Apr 2021 – Conoscere le varie agevolazioni ed esenzioni delle imposte da dover pagare per il possesso di un immobile è di fondamentale importanza. In questa guida approfondiremo il tema dell’IMU – l’Imposta Municipale Unica – per le cosiddette seconde case.

Con il termine seconda casa si intendono tutti quegli immobili che non possono essere considerati abitazioni principali, compreso quelli acquistati per scopo di investimento, gli immobili sfitti, le case utilizzate esclusivamente per i periodi di vacanza e qualsiasi altro immobile dove non risieda anagraficamente e non dimori abitualmente il nucleo familiare. Pertanto ai fini del calcolo dell’IMU vanno considerate come seconde case tutte quelle abitazioni che non rientrano si possono considerare come abitazione principale.

Vediamo quindi insieme quando si deve pagare l’IMU sulla seconda casa e quando invece i proprietari possono contare su una riduzione di questo tributo. E infine come calcolare il valore dell’imposta.

Riassumendo:

  • come funziona l’IMU sulla seconda casa.
  • Quando non si paga l’IMU sulla seconda casa per intero: le riduzioni previste.
    • Immobili inagibili o inabitabili – 50%.
    • Edifici storici o di valore artistico – 50%.
    • Case in comodato d’uso – 50%.
    • Case di pensionati residenti all’estero – 50%.
    • Seconde case affittate a canone concordato – 75%.
  • Come si calcola l’IMU sulla seconda casa.

IMU seconda casa: quando si applica

L’Imposta Municipale Unica (IMU), come abbiamo avuto modo di vedere poco sopra anche in questa guida specifica, è un tributo previsto a livello comunale per tutti coloro che possiedono un immobile, a eccezione delle abitazioni principali, a meno che queste non rientrino nelle categorie catastali che identificano gli immobili di lusso (A/1, A/8 e A/9). Esistono poi alcuni limitati casi in cui è prevista l’esenzione del tributo, come abbiamo spiegato in questo approfondimento.

È facile intuire quindi che, in linea di massima, per le seconde case è sempre previsto il pagamento dell’IMU. Tuttavia in alcuni specifici casi è possibile contare su agevolazioni che prevedono una riduzione dell’importo anche del 75%.

Quando non si paga l’IMU seconda casa: tutte le riduzioni e le agevolazioni

Se la tua domanda è “come non pagare l’IMU sulla seconda casa?”, sappi non sono previste delle esenzioni al 100%. Tuttavia, ci sono alcuni contesti in cui si può avere diritto a riduzioni o ad agevolazioni consistenti. Vediamo nel dettaglio di quali casi si tratta.

Ricordiamo che in ogni caso è sempre importante verificare le delibere e i regolamenti comunali che potrebbero applicare riduzioni minori o maggiori dell’imposta, a seconda delle situazioni e dei bilanci.

IMU seconda casa su immobili inagibili o inabitabili

Qualora la seconda casa risulti un immobile dichiarato inagibile o inabitabile, il proprietario potrà contare su un’agevolazione del pagamento dell’IMU del 50% per l’intero periodo di non utilizzo del fabbricato.

L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione.

In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti la dichiarazione di inagibilità o inabitabilità del fabbricato da parte di un tecnico abilitato.

IMU su edifici storici o di valore artistico

Altre agevolazioni per il pagamento dell’IMU seconda casa, sempre nella dimensione del 50% del tributo, sono riservate ai proprietari di edifici di valore storico e artistico.

Case in comodato d’uso

Riduzione al 50% anche per gli immobili concessi in comodato d’uso a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale.

Per poter usufruire di questa specifica agevolazione il contratto di comodato deve essere regolarmente registrato, il comodante deve possedere in Italia la sola abitazione concessa in comodato e deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale.

Gli immobili di pensionati residenti all’estero

Per effetto della Legge di Bilancio 2021, a partire da quest’anno, i pensionati che risultano essere fisicamente residenti all’estero e proprietari di un immobile sul territorio italiano, potranno godere di alcune riduzioni sui costi della proprietà.

In questo specifico caso il pagamento dell’IMU sarà ridotto del 50%, a patto che tale fabbricato non sia affittato oppure concesso in comodato d’uso, e che i proprietari siano titolari di pensione maturata in regine di convenzione internazionale con l’Italia.

Seconde case affittate a canone concordato

Riduzioni dell’IMU al 75% anche per i proprietari che hanno locato le loro seconde case con un contratto di affitto a canone concordato.

Come si calcola l’IMU sulla seconda casa

L’aliquota IMU per le seconde case e le loro relative pertinenze è pari allo 0,86 per cento. I comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono aumentarla fino all’1,06 per cento o diminuirla fino all’azzeramento.

Ma vediamo insieme quali sono i passaggi da fare per calcolare l’IMU sulle seconde case:

  • individuare la rendita catastale, ottenibile dalla visura catastale e reperibile nel rogito, nell’ultima dichiarazione dei redditi oppure online attraverso il sito dell’Agenzia del territorio.
  • Sommare la rendita catastale al 5% del suo valore (quindi moltiplicare il valore della rendita catastale per 1,05).
  • Moltiplicare questo risultato per un coefficiente, valore che varia a seconda della tipologia dell’immobile, per ottenere la base imponibile. Per esempio per le seconde case rientranti nella categoria catastale A3, il coefficiente da utilizzare è 160.
  • Ottenuta la base imponibile si dovrà aggiungere l’aliquota che è stata decisa dal comune di riferimento.