Prestito o mutuo: quale soluzione conviene in caso di ristrutturazione?

Prestito o mutuo: quale soluzione conviene in caso di ristrutturazione?

13 Dic 2019 – Quando si ha in programma di ristrutturare casa è necessario avere a disposizione una buona liquidità, a prescindere dal tipo di intervento da realizzare. Dato che non sempre si dispone di sufficienti risparmi, la soluzione è quella di rivolgersi a una banca: ma è preferibile richiedere un prestito o un mutuo? Il primo passo per capire quale sia l’opzione più vantaggiosa è fare i dovuti calcoli; una volta identificata la cifra necessaria, occorre valutare anche le spese accessorie.

Importo e tassi di interesse

Chi ha bisogno di un importo inferiore ai 30 mila euro potrà ottenere solamente un prestito, poiché i mutui sono concessi dalle banche in presenza di cifre superiori a tale soglia. Quando invece ci si trova di fronte alla scelta, è bene valutare i tassi Tan e Taeg, che comprendono tutti i cosi relativi al finanziamento. Per i prestiti personali, il consiglio è quello di prendere in esame le offerte che prevedono un Taeg compreso tra il 5,44% e il 7,98%.

Altri costi da considerare

A questo punto, però, l’attenzione dovrà cadere anche sugli ulteriori costi in cui si deve necessariamente incorrere: si parla di spese di istruttoria, di perizia, di incasso gestione rata, di chiusura pratica, imposta di bollo e altri possibili oneri sia iniziali che assicurativi.

Per il mutuo, poi, si aggiungono altre incombenze: il perito, ad esempio, che può richiedere tra i 200 e i 300 euro, ma anche l’atto notarile e l’assicurazione obbligatoria contro scoppio e incendio. Per quanto riguarda invece i tassi di interesse, potrebbero risultare vantaggiosi sia il fisso sia il variabile anche grazie al lancio del quantitative easing 2 da parte della Bce.

Non solo mutuo e prestito

Per chi intende avviare interventi sulla propria abitazione esiste una terza opzione: il bonus ristrutturazioni, prorogato anche per il 2020, che prevede una detrazione fiscale del 50% su una spesa massima di 96 mila euro. Questa sovvenzione, che viene ripartita in dieci quote annuali, riguarda lavori di manutenzione ordinaria ma anche interventi di ristrutturazione edilizia dell’immobile.