Case, un acquisto su sei fa l’occhiolino al business degli affitti

Case, un acquisto su sei fa l’occhiolino al business degli affitti

31 Lug 2018 – Comprare un’abitazione per trarne un reddito. In Italia, secondo le ultime rilevazioni, accade sempre più spesso. E a confermarlo c’è un’analisi dell’Osservatorio Nomisma secondo cui nelle grandi città un acquisto di immobile su sei (poco più del 15% del totale) è motivato dalla prospettiva di cercare inquilini. A guidare questo trend sono le città d’arte: a Venezia su 100 acquisti ben 36 vengono effettuati con l’obiettivo di affittare l’abitazione, a Firenze invece questo accade nel 22,9% dei casi. A seguire Milano col 18%, mentre Roma è sotto media con il 10%.

La casa, dunque, torna a essere un bene rifugio come è avvenuto per molti anni. Secondo il Corriere della Sera, che ha analizzato la situazione nell’inserto economico, sono tre i fattori che giustificano l’espansione del business delle case da investimento. Innanzitutto, la crescita della domanda di locazioneda parte di famiglie che non possono permettersi l’acquisto oppure non hanno i requisiti per ottenere un mutuo: secondo i dati, nelle grandi città il 48% delle famiglie che cercano casa sono interessate all’affitto. Il secondo fattore è rappresentato dai canoni in rialzo, giustificati dalla scarsità di offerta perché i proprietari preferiscono affittare a studenti o turisti. Infine alla domanda che cresce non corrisponde un’offerta istituzionale in grado di rispondere in maniera adeguata.

In ogni caso, secondo una simulazione del Corriere, non sempre investire in una casa con la prospettiva di affittarla si rivela un buon affare. I rendimenti teorici vanno dal 4 al 5,5% all’anno, ma si tratta di rendimento lordo da cui vanno scalate, tra le altre, le spese di manutenzione, il costo della cedolare secca, l’Imu e la Tasi. Il rendimento netto scende così ad una forbice compresa tra l’1,8 e il 2,3% all’anno. Sempre che l’abitazione, al momento di essere rivenduta, non si sia svalutata.